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21st-Sep-2010 10:16 pm - DELUHI
yukosama, nya



I DELUHI, in precedenza chiamati GRAVE SEED, sono un gruppo visual kei che hanno mostrato un talento promettente sin dalla loro formazione nel 2008. Il punto forte della musica dei DELUHI risiede nel talento compositivo di Leda, (altrimenti noto come il bassista Yu-to dei Galneryus) combinato con le capacità degli altri tre componenti. La musica del gruppo, dark e melodica, si distacca dagli altri gruppi della scena visual grazie a delle composizioni molto ricche che valorizzano la voce intensa di Juri.

I DELUHI fanno la loro prima apparizione sulla scena all’Ikebukuro Cyber di Tokyo il 29 Febbraio 2008. Precedentemente noti con il nome di GRAVE SEED, il gruppo cambiò nome per il più succinto DELUHI solo quattro giorni prima. I componenti sono: il cantante Takuya (tsubo, ex chitarrista dei Gaara), il chitarrista Leda, (Yu-to, bassista dei Galneryus), il bassista Ryo ed il batterista Ryosuke. Nel momento del cambio di gruppo, Takuya e Ryosuke ne approfittano per ribattezarsi rispettivamente Juri e Sujk.
Dopo altre due partecipazioni a degli eventi all’Ikebukuro Cyber, il gruppo fa uscire un primo mini-album, Surveillance, il 26 Marzo. I membri seguono poi il tradizionale cammino dei gruppi indipendenti di Tokyo, passando per sale come la Takadanobaba AREA o la Meguro Rockmaykan.
Il loro primo singolo, Orion Once Again, esce a fine Luglio, seguito da un’apparizione all’evento visual kei SCUBER DIVE ~Shibuya ga Taihen~ ad Agosto.
Con l’arrivo dell’autunno il gruppo pubblica una serie di tre singoli, ognuno ispirato ad una divinità Hindu: VISVASRIT, MAHADEVA e JAGANNATH. Nel frattempo occorse un altro cambio di nome nella band. A Settembre Ryo cambiò il suo nome e divenne Aggy, anche se sul suo blog ha scherzosamente dichiarato di essere stato in realtà rimpiazzato da suo fratello gemello mentre lui (Ryo) era andato a lavorare nella frutteria di famiglia.
Il 2009 inizia con il loro primo concerto one-man, A PROCLAMATION OF DELUHISM, allo Shibuya O-Crest l’8 Gennaio. Al concerto viene distribuito un CD contenente un remix del brano NO SALVATION.
Aprile e Maggio li vedranno avventurarsi per la prima volta fuori Tokyo, a Nagoya ed Osaka, prima di ritornare per un secondo one-man. Quest’ultimo, RECLAMATION OF DELUHISM, si terrà allo Shibuya BOXX il 29 Maggio, dopo l’uscita di un DVD clip contenente tre brani live ed un CD con una cover dei loro brani precedentemente pubblicati.

Componenti:
Juri - voce
Leda - chitarra
Aggy - basso
Sujk - batteria

Discografia

Album
2008 - Surveillance [mini-album]
2009 - Yggdalive [mini-album]

Single
2008- Orion Once Again
2008 - Visvasrit - Mahadeva - Jagannath
2010 - The farthest
2010 -  Departure

Questi quattro ragazzi sono notevolmente promettenti. La prima traccia del loro primo lavoro è il "buon giorno che si vede dal mattino", Juri ha una voce molto particolare e la sa sfruttare in tutte le sue sfumature, riesce perfettamente a passare dai toni alti (ma mai stridenti) a toni bassi e profondi a uno scream notevole. La batteria non è troppo eccessivamente dura, il basso è ben suonato, anche se in alcuni pezzi forse ci si aspetterebbe più aggressività da parte di Aggy. Ottima la chitarra di Leda, che non usa eccessivamente la pedaliera per gli effetti e che non si sovrappone mai troppo alla splendida voce di Juri. Sanno di dover puntare sul talento del loro vocalist e difatti i loro lavori sono maestralmente eseguiti mettendola in risalto, senza però per forza di cose doverle cedere totalmente la scena.
Surveillance è un pezzo decisamente veloce, ma non aggressivo nei toni, questo fa capire subito come hanno impostato il lavoro, è fresco, è energia ma non è mai "violento". Con Vivid Place poi confermano il talento riconosciutogli sin dall inizio. Il pezzo è sostanzioso, ha ritmo, ha momenti di melodia e momenti in  cui la voce la fa da padrone, e oltre a questo un testo che non ha nulla da invidiare alla poesia. Yomi no yuzuri ha poi è una piccola perla, sembra brutto ma devo ripetermi, la voce di Juri è veramente il loro asso nella manica nonostante la bravura degli altri strumenti. Perciò già dall ascolto del loro primo lavoro promettono di non deludere, e così fanno.
Nel maxi single Visvasrit troviamo subito un capolavoro come prima track, Freedom, è un capolavoro, tutto è dosato al punto giusto, la voce di Juri sembra addirittura migliorata, maturata, e il testo è un capolavoro, con questa perla i Deluhi dipingono un quadro ben preciso a colori vividi nella mente di chi ascolta, ed è impossibile non innamorarsi dell energia sprigionata da questo pezzo che alterna ritmi serrati e una voce non troppo aggressiva (come del resto ci si aspetta da Juri) a attimi in cui il ritmo rallenta come un lieve battito cardiaco. Dispiace che non abbiano fatto il video promozionale di questo brano, perchè probabilmente meritava molto anche approfondire a livello proprio visivo il messaggio del testo, che parla di libertà e di come sia facile credersi liberi in un mondo che non lo permette se non apparentemente, e che cela dietro facciate i propri orrori.
Ma i capolavori prodotti da questi quattro ragazzi non si esauriscono con Freedom, anzi proseguono a non deludere l ascoltatore ma anzi a farlo secondo me avvicinare sempre più a loro, in Mahadeva dopo una prima track, Hybrid Truth, che forse non rimane molto impressa a causa della sua somiglianza con Surveillance, dicevo, dopo questa abbiamo una seconda track degna di un gruppo internazionale a mio parere, Ivory and Irony, ritmi più pacati, Juri canta sempre più divinamente, è una canzone che da l idea di celebrare, il ritornello rimane impresso nella memoria uditiva come un timbro, l esecuzione da parte di batteria basso e chitarra è praticamente perfetta, anzi va detto che in questo pezzo Sujk da prova di essere proprio un ottimo batterista che non sbaglia nei virtuosismi e non esagera mai, il basso di Aggy fa veramente da battito cardiaco in questo pezzo e a metà canzone possiamo apprezzare l assolo di Leda che è praticamente perfetto, non eccessivo, non troppo "effettato", ma nonostante la bravura dei tre musicisti credo che gran parte del merito per la bellezza di questo pezzo vada soprattutto alla voce di Juri che veramente si scopre come una di quelle voci indimenticabili.
In Yggdalive poi abbiamo un altro capolavoro, Lorelei, la prima volta che l ho sentita non ho potuto fare a meno di muovermi, e questo significa che il pezzo è uno di quei pezzi che arriva a toccare veramente in profondità l anima che non si può stare fermi soltanto ad ascoltarla. E' potente e allo stesso tempo delicata, ottima l idea di utilizzare le percussioni (credo siano congas) e di utilizzare da parte di Leda la chitarra in alcuni pezzi come fosse un sitar indiano, difatti questa canzone riporta molto delle atmosfere indiane, ma non ne abusa, non è una canzone in "stile" è un pezzo potente ma che viene addolcito proprio da questi inserti, non è banale, non è un pezzo che stucca e va a noia, tralaltro è stata secondo me ottima l idea di inserire anche un pezzo di chitarra acustica suonata in stile andaluso, che aggiunge qualcosa in più al pezzo, più dolcezza ma non è mai una dolcezza stucchevole.
E non deludono nemmeno nel lavoro successivo The farthest che li conferma ottimo gruppo rock, che sa veramente il fatto suo, come se suonare (e per Juri cantare) fosse naturale come respirare e di conseguenza sono padronissimi della tecnica e sanno fare arrivare il messaggio a destinazione nella maniera scelta, cosa non da poco considerato che è un gruppo giovane e probabilmente con pochi live alle spalle. In studio a quanto pare sanno dare veramente tanto.
Departure è rock puro sparato ai massimi livelli, Juri ha tralaltro una buona pronuncia inglese e lo si nota proprio un questo pezzo che è appunto in gran parte in inglese.


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